Descrizioni audio video

Video «Essere un allievo, e basta.»

Un ragazzino con la trisomia 21 è seduto in un’aula luminosa. Davanti a lui c’è uno zaino blu. Ride, si sistema gli occhiali, guarda l’obiettivo e dice: «Voglio imparare. La matematica, a leggere, a scrivere…».

In un corridoio della scuola, gioca con una palla gialla e dichiara: «Non ho bisogno di una scuola speciale».

Tornato nell’aula, guarda di nuovo l’obiettivo con fare tranquillo e sicuro di sé: «Sono un allievo», afferma. Poi, accompagnando le parole con un gesto orizzontale della mano, conclude: «E basta!».


Video «Vivere in modo autodeterminato, e basta.»

Una ragazza dai lunghi capelli rossi ondulati è seduta su un divano in una stanza luminosa. Sorridendo, alza una mano e saluta: «Ciao!».

Poi, mentre attraversa le strisce pedonali aiutandosi con il suo bastone per non vedenti chiede: «Pensi che viva in un istituto?».

«Sbagliato», continua. La telecamera fa un primo piano della sua mano che scivola su una riga di Braille.

Tornata nel suo salotto, la ragazza assume un’espressione tranquilla e sicura di sé: «Vivo in modo autonomo, proprio come te».

La scena si sposta nella terrazza di un caffè, dove la ragazza è seduta con in mano il suo bastone. «E se abito accanto a te, sono la tua vicina. Punto», conclude.


Video «Ricevere un salario equo, e basta.»

Mentre posa degli asciugamani su un carrello nel corridoio di una struttura sanitaria, una donna affetta da nanismo con capelli castani legati e una blusa bordeaux dice: «Ehi, cosa pensi? Che lavoro sicuramente in un laboratorio protetto? Non è così». Poi spinge il carrello lungo il corridoio.

Sistemando il lenzuolo su un letto, continua: «Ho bisogno di un lavoro pagato equamente. Proprio come te».

Ora guarda l’obiettivo e conclude: «Sul lavoro sono una collaboratrice. Senza se e senza ma».


Video «Essere presi sul serio, e basta.»

Un uomo con i capelli scuri e la barba seduto vicino alla finestra in un caffè luminoso guarda pensieroso verso la telecamera e chiede: «Cosa pensi di me?».

Mentre spinge la bici lungo un viale alberato indossando gli occhiali da sole continua: «Che sono un uomo senza disabilità. Giusto?».

L’inquadratura torna al caffè. Guardando l’obiettivo l’uomo spiega: «Le mie disabilità non le vedi. Eppure sono reali».

Il suo sguardo si fa serio: «Quando ho una fase depressiva, non posso semplicemente “darmi una regolata”. Prendimi sul serio. Così come sono».


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