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Campagne

Le campagne di Pro Infirmis attirano l’attenzione sulla situazione delle persone con disabilità e invitano alla riflessione.

 

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2020: sono io, allora come oggi.

Persone con disabilità ricreano con leggerezza scene della loro infanzia, diventando parte di un amato fenomeno internet. Su manifesti e online, svelano scorci della loro vita privata dichiarando con semplicità: sono io, allora come oggi. Sui media sociali la solidarietà è grande e in molti arricchiscono l’immagine del loro profilo con uno sticker #comeioete.


2019: Handicap sì. Limiti no.

La pubblicità è uno specchio della società, eppure le persone con disabilità non vi appaiono praticamente mai. La campagna «Handicap sì. Limiti no.» ha consapevolmente voluto esplorare l’estremo opposto, riproponendo con persone con disabilità tre noti soggetti pubblicitari di aziende svizzere.


2018: Handicap sì. Limiti no.

La campagna invita con umorismo a riflettere. Nella quotidianità, capita a tutti di vivere situazioni divertenti, irritanti o imbarazzanti. In realtà, vari ostacoli rendono la vita delle persone con disabilità spesso più difficile, come evidenzia lo spot «Siamo tutti uguali. Nessuno è più uguale.».

 

 


2016: «La paura paralizza»

Pro Infirmis ha sensibilizzato l’opinione pubblica sui disturbi d’ansia con il cortometraggio «La paura paralizza».

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2014: «Mi sento vuoto»

Con la campagna «Mi sento vuoto», Pro Infirmis ha per la prima volta tematizzato l’argomento del disturbo psichico. Il cortometraggio mostra la quotidianità di un uomo malato di depressione.

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2013: «Nessuno è perfetto»

Nelle vetrine della Bahnhofstrasse di Zurigo, manichini con disabilità hanno attirato gli sguardi stupiti dei passanti e stimolato la riflessione. Il cortometraggio sulla realizzazione dei manichini e delle persone che hanno funto da modello è stato visualizzato in tutto il mondo.

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2011: «Avvicinatevi»

Lo spot è basato su un esperimento: un uomo con disabilità gira per la città travestito da orso di peluche attirando sorrisi e abbracci. Dobbiamo travestirci per avvicinarci?

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Anni 2000

Con il nuovo millennio, Pro Infirmis avvia un cambio di paradigma in seno all’opinione pubblica, mostrando la disabilità in modo chiaro e diretto. I protagonisti guardano sicuri e orgogliosi nella fotocamera, e spesso posano con il loro nome completo.


1991 e 1992

Negli anni Novanta predominano i mezzi ausiliari, resi protagonisti al posto della disabilità stessa.


1978 e 1986

Negli anni Settanta e Ottanta i colori lanciano un segno di speranza.


1940 e 1951

A metà del XX secolo, la disabilità è mostrata per metafore: un fiore spezzato (1940), un’ala incatenata (1951).


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